Mentre il voilier Madleen naviga verso le acque contese al largo della Striscia di Gaza, si compie un altro atto simbolico — e politico — dentro uno dei conflitti più lunghi e dolorosi del nostro tempo. A bordo non ci sono armi, ma corpi, nomi, volti. Greta Thunberg, l’eurodeputata Rima Hassan, un giornalista francese. Non trasportano materiali bellici, ma una sfida: quella di rompere, almeno per un momento, il silenzio e l’assedio.
Israele, prevedibilmente, ha dichiarato di essere pronta a intervenire, appellandosi alla sicurezza nazionale e al blocco navale in vigore dal 2007. Gli attivisti della Freedom Flotilla dicono il contrario: che quel blocco sia una forma illegittima di punizione collettiva, che tiene un milione e mezzo di persone chiuse in una prigione a cielo aperto.
Il valore del gesto
Il viaggio della Madleen è prima di tutto un atto politico. In un mondo assuefatto a cifre e rapporti ONU che non fanno più rumore, serve un gesto visibile. Umano. Concreto. Quando l’attivismo prende il largo, costringe a guardare. A farsi domande. A scegliere una posizione.
Le reazioni sono arrivate subito. Israele non può permettere che la Flotilla arrivi a Gaza: sarebbe una crepa nel muro dell’isolamento. Ma oggi l’opinione pubblica globale è più sensibile, anche perché i volti coinvolti sono noti. Un attacco militare contro il Madleen rischierebbe di riaccendere un’indignazione già viva dopo mesi di bombardamenti.
Il silenzio delle istituzioni
Colpisce, ancora una volta, il silenzio delle diplomazie europee. A parte la voce isolata di alcuni esperti ONU che chiedono un corridoio umanitario, le capitali restano ferme. Forse per imbarazzo, forse per interesse. Ma in questa assenza, l’azione civile — disarmata, decisa — resta l’unico segnale di responsabilità visibile.
Cosa dice questo viaggio
La Madleen non cambierà l’ordine delle cose. Ma il suo percorso parla. Ricorda che c’è ancora chi sceglie di esporsi, di mettersi in mezzo, di non voltarsi. Non per salvare, ma per esserci. La coscienza non si lascia sempre chiudere nei confini del diritto, soprattutto quando il diritto vacilla.
Quando le diplomazie si ritirano e i governi tacciono, barche come la Madleen indicano una direzione.
Non sappiamo se arriveranno. Ma stanno andando dove molti hanno smesso di guardare.