Gaza sta morendo. A dirlo non sono solo le immagini strazianti che arrivano ogni giorno dalla Striscia, ma anche i dati: oltre 60.000 vittime palestinesi negli ultimi due anni, tra cui 18.000 bambini. Non è una guerra, è una distruzione sistematica. E mentre ciò accade, l’Italia sceglie di voltarsi dall’altra parte – o peggio, di rinnovare la complicità.
L’8 giugno 2025, salvo cambiamenti, il Governo italiano rinnoverà tacitamente il Memorandum d’Intesa in materia di cooperazione militare e difesa con Israele. Un accordo stipulato nel 2005, oggi diventato simbolo di una vergognosa connivenza con chi sta radendo al suolo un popolo.
Questo rinnovo avviene in spregio a:
– Una causa in corso alla Corte Internazionale di Giustizia, che ha riconosciuto la plausibilità del genocidio in atto;
– Un parere giuridico (luglio 2024) che definisce illegale l’occupazione israeliana, ordinandone lo smantellamento entro il 17 settembre 2025;
I mandati di arresto della Corte Penale Internazionale (novembre 2024) per Netanyahu e Gallant, accusati di crimini di guerra e contro l’umanità.
A fronte di tutto questo, il Governo italiano sceglie il silenzio. O peggio, sceglie di firmare. Come se le leggi internazionali, la nostra Costituzione, e la morale fossero carta straccia.
Il 21 maggio 2025, dieci giuristi italiani hanno diffidato formalmente il Governo, richiamandolo ai suoi obblighi giuridici. La legge non è un’opinione. L’Italia non può, né moralmente né legalmente, continuare a sostenere militarmente uno Stato che la giustizia internazionale accusa di genocidio.
E nel frattempo, la realtà viene rovesciata. Si tenta di trasformare un popolo martoriato, affamato, bombardato, deportato – i palestinesi – da vittima a carnefice. Si parla di “remigrazione” di massa, con piani statunitensi per trasferire fino a un milione di civili palestinesi in paesi terzi, in cambio di denaro. Una nuova Nakba, questa volta sotto la copertura diplomatica.
Ma Gaza sa. I palestinesi lo sanno. Sanno che sono stati lasciati soli, traditi dalla politica e sacrificati sugli altari della geopolitica. Sanno che la loro voce è soffocata dal ronzio assordante delle armi.
A noi, cittadini italiani ed europei, resta una scelta: restare complici o ribellarci. Perché il rinnovo del memorandum non è solo una firma: è una condanna. È un messaggio al mondo che l’Italia sta dalla parte sbagliata della storia.
La storia, però, non dimentica. E un giorno, anche questo silenzio sarà ricordato.